Mappa del Bronx

Racconto umoristico: “Supereroe di quartiere” (puntata 6 di 8)

Ora vi chiederete: come è possibile che possano accadere cose di tal Mappa del Bronxsorta? In che posto lavori?

Riguardo alla seconda domanda, posso dire che è evidentemente mal posta: io in realtà non lavoro. Me ne guardo bene!

Riguardo alla prima domanda, il fatto è che il quartiere dove (non) lavoro è un quartiere di periferia. Di quelli di nuova costruzione e di precoce abbandono. Da parte di autorità e ditte edili. Sembra che, da un giorno all’altro, tutti siano scappati, fuggiti, spariti, volatilizzati. Robe da film di fantascienza. Hanno lasciato dietro di sé betoniere, cartelli di lavori in corso, addirittura due inutili semafori mobili, oltre che inutili, dannosi, dato che erano stati programmati per dare contemporaneamente il verde e contemporaneamente il rosso.

Così o tutti si fermavano dal rispettivo lato a fissarsi nelle palle degli occhi, come in quei film americani dove i bulli di turno partono dai lati opposti della strada per fare a chi si scansa per ultimo (e in cui, con mia somma delusione, c’è sempre uno che si scansa: io un bel botto lo apprezzerei di più), oppure ne venivano fuori dei frontali niente male per il giubilo del carrozziere Fausto. E mio, come avrete intuito dalla parentesi precedente.

Se non avessi avuto da (non) lavorare, mi sarei messo a giornate intere comodamente seduto su una delle poltrone del giardinetto (sì, il supereroe di quartiere non ci fa mancare le comodità: niente panchine nei nostri giardinetti; solamente poltrone e divani, di provenienza ignota) con i pop corn a fissare i semafori autoscontro.

Doveva essere il nuovo quartiere chic della città.
Non tutte le ciambelle vengono col buco.
Ne è venuto fuori il Bronx.
Sfogliando il giornale, buttate una occhiata agli annunci erotici, constaterete che nove annunci erotici su dieci rimandano al nostro quartiere. Palazzoni asettici pullulanti di prostitute dell’est, transessuali dell’ovest, spacciatori di droga, squilibrati, una percentuale più che anomala di persone agli arresti domiciliari.

Un quartiere abbandonato a se stesso.
Quantomeno fino all’arrivo del supereroe. Che però … ha aggravato la situazione, se possibile. Ha sostituito una ad una le luci dei lampioni. Lui parla di risparmio energetico. Io parlo di buio. Gli spacciatori gioiscono. I puttanieri passano inosservati. Salvo passare da via Giammalava ed essere quindi segnalati alla municipale.

Un quartiere abbandonato a se stesso.
Quantomeno fino all’arrivo del supereroe. Salvo la settimanale visita delle forze dell’ordine. Secondo alcune interpretazioni per controllare che gli arresti domiciliari siano effettivamente domiciliari. Secondo altre interpretazioni per controllare che le prostitute siano davvero prostitute dell’est e i transessuali davvero transessuali dell’ovest, ma non tanto per indagini distrettuali, quanto per gaudente interesse sociologico interculturale, diciamo.
“Vengono a scopare!!!”, dice un tantino meno diplomaticamente Andrea.

… continua…

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