Porta di Brandeburgo

Racconto umoristico: “Capodanno a puttane” (puntata 1 di 11)

Porta di BrandeburgoPrimo gennaio 2010.
Sonnolenza. Intontimento. Postumi di depressione.
Due gennaio.
– Il prossimo anno, no! Ci organizziamo per tempo. Niente decisioni dell’ultimo minuto.
– La cazzata s’è fatta quest’anno… non ci cadremo due volte!
– Vedrete: me ne faccio carico io…
Dispotismo illuminato?
– Se ne discute per tempo e si decide tutti insieme…
Democrazia illuminata.

Prima settimana di gennaio.
Proposte. Da ogni dove. Per ogni dove. Per ogni come.
– Berlino?
– Ma ci sono i tedeschi – ragionamento tanto inoppugnabile quanto acuto.
Roma. Concerti. Londra. Prendere una casa in affitto.
– Amsterdam?
– Siete tutti dei drogati del cazzo…
– Guarda, che non si va per le droghe… ma per le vetrine…
Si sa: lo shopping può essere interessante alle volte…
Lisbona. Montagna. Mare. Agriturismo…
… non ci cadremo due volte!

Metà gennaio – ottobre.
Capodanno? C’è tempo…

Ottobre.
– Ragazzi, a capodanno che si fa?
Prorompe l’inquietante domanda nel cuore di una discussione cruciale, vitale, esistenziale: i favori arbitrali all’Inter. Un fulmine a ciel sereno. Guardiamo il colpevole dell’insano gesto con scetticismo, nonché disapprovazione, per aver osato interrompere cotanta discussione metafisica sui limiti (arbitrali) dell’uomo di fronte alla grandezza del Tutto filosofico (secondo alcuni consistente nel fato, secondo altri nelle mazzette).

– Gobbo, sei l’ultimo che deve metterci bocca! – lo chetiamo con fare razzisticamente, quanto gratuitamente, antijuventino.

Capodanno? C’è tempo…

Metà dicembre.
Stress.
Paura.
Paura di rifinire come capodanno scorso.
– Io ve lo avevo detto.
– Io ve lo avevo detto di decidere per tempo.
– Io ve lo avevo chiesto se si voleva prenotare, ma voi…
Ma voi, ma voi, ma voi, tutti che dicono “ma voi”…
– Via, il danno è fatto… ci si ritrova domani e se ne parla.
– Domani non posso: ho il rugby.
– Ma tu non giochi a rugby!
– Ah, giusto… ma domani non posso… se ne parla sabato, che siamo tutti…

Arriva sabato, ma non siamo tutti.
Arriva domenica, ma non siamo tutti neanche domenica.

Metà dicembre – 28 dicembre.
Stress.
Paura.
Paura di rifinire come capodanno scorso.
Certezza di finire come capodanno scorso.
Certezza di finire peggio del capodanno scorso.
Ci siamo cascati.
Ci siamo cascati.
Due volte.

… continua…

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