G5

Racconto umoristico: “Capodanno a puttane” (puntata 2 di 11)

G529 dicembre.
G8. No, siamo in 5. G5.
Le due superpotenze, USA e Russia, la riottosa Cuba, l’illuminata Francia ed il moderato e conservatore Vaticano.

– Io, se si va a Firenze, non vengo – gli Usa hanno posto il veto.

– Dai, ma perché? Ci si diverte! – la Russia cerca di ricucire con l’arte democratica della diplomazia.

– Al massimo sto a casa, non vi preoccupate – gli USA puntano ad un remake della Guerra Fredda.

La Russia cede: “Niente Firenze. Che rimane? … Siena?”

– Se lui non vuole andare a Firenze, io non voglio andare a Siena! – insorge Cuba.

Cuba non ha niente contro Siena, anzi era stata proprio lei a proporlo tempo prima, ma si tratta di guerra di principio contro l’arroganza delle superpotenze.
Ci mancava solo la polemica comunista!

Il Vaticano, diplomaticamente, tace.

La Francia se ne sta in disparte, causa problemi interni: separazione dalla fidanzata.

La seduta è terminata. Ci aggiorniamo a domani.

30 dicembre.
G5. Il tempo stringe. Nemmeno il miraggio di un accordo nel deserto delle idee.
Dalla stanza attigua irrompe una voce. Di donna. Una segretaria? Una diplomatica?
– Carlo, tra cinque minuti si mangia. Avete finito?
Trattasi evidentemente di no-global.
Puoi fare anche un G5 a porte chiuse, prima o poi arrivano i no-global a rompere le palle con le loro idee sull’arroganza delle superpotenze e gli orari della cena.

Per fortuna è, al momento, protesta non violenta.
Trattasi di avvertimento? Cinque minuti all’arrivo dei black block?
Urge soluzione di compromesso.
Al più presto.

Si alza in piedi il Vaticano, io.
– Si va in discoteca e si taglia la testa al toro.
Sbigottimento.
Io, antidiscotecaro, il Vaticano che propone di visitare la terra di Satana.
Sbigottimento e accordo.
– Ci aggiorniamo a domani per i dettagli.

… continua…

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