interruttore su cui è disegnato un uomo stilizzato con la levetta al posto del pene

Racconto tragicomico: “Sofia” (puntata 1 di 9)

interruttore su cui è disegnato un uomo stilizzato con la levetta al posto del pene– LUCAAAAA!
– LUCAAAAAAAAAA!
La voce tirata, nervosa, disperata, allarmata, allarmante è di mia suocera.
Chi cazzo è Luca? Ah, Luca sono io.
Dopo l’attimo di rincoglionimento iniziale, sono catapultato sull’attenti. Meglio di un soldato delle truppe d’assalto.

– LUCAAAAAAAAAA!
Con la mano cerco l’interruttore della luce. Non lo trovo. Non ci sono più i soldati di una volta.
Andiamo!
Ci sono persone che nelle situazioni di pericolo si scoprono fredde e risolute.
Ci sono.
Non sono una di queste.

Dove cazzo è l’interruttore?!?
– Sofia?!? Accendi la luce!!!
Sofia è mia moglie. È mia moglie, ma non risponde. Non me ne stupisco. È la regola. Il nostro dialogo più profondo degli ultimi venti giorni è stato “mi passi il sale”, “grazie”, “prego”; dialogo che per altro ho particolarmente apprezzato per l’inusuale, quanto insperata, lunghezza.

Tutte le mattine accendo quell’interruttore al primo tentativo, sovrappensiero, meccanicamente… oggi non lo troverei nemmeno con una mappa da orienteering, una bussola, un cane guida, i raggi infrarossi… in compenso, da buon membro delle truppe d’assalto, sdraio il comodino…

– LUCAAAAAAAAAA! SVEGLIATIIII!
– Sofia, accendi quella cazzo di luce!
Nel buio tasto dalla sua parte del letto. Sofia non c’è.
Primo pensiero che mi passa per la testa: è col ganzo.

Continuo a cercare l’interruttore. Lo trovo. Mi sento realizzato come se avessi trovato una cura per il cancro. Luce. Carnevale di colori senza logica.
Gli occhiali! Dove cazzo sono gli occhiali?!?
Sono sul comodino.
Erano sul comodino.
Mi butto a terra, tastando alla cieca, li trovo, li inforco. Il carnevale di colori si trasforma in stanza da letto. Stanza da letto che si conferma desolatamente priva di mogli (necessito di conversione all’Islam e istituzione di nutrito harem). Stanza da letto priva di mogli, ma dotata di confortevoli pantofole.

-CORRIIIIII!
Corro. Cioè, ci sono delle priorità: infilo le pantofole e corro; anche nelle emergenze è importante il bon ton. Spalanco la porta di camera. Corro. Membro delle truppe d’assalto in azione di guerra in pantofole e pigiamino a righe. Arrivo in cucina e mi ritrovo davanti mia suocera, in piedi, piegata su mia moglie. Mia moglie seduta, il colorito verdognolo, gli occhi chiusi, la bocca aperta, schiumosa.

… continua…

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