Copertina del racconto d'amore "Magia" di Simone Sacchini

Racconto d’amore: “Magia” (puntata 1 di 2)


Copertina del racconto d'amore "Magia" di Simone SacchiniEra una serata magica. Lui era un mago. Lei non credeva alla magia. Lui le aveva detto: “farò sparire il mondo per te”. Lei aveva riso. Lui le aveva detto: “ti farò innamorare stasera”. Lei aveva riso ancora di più.

Era completamente pazzo, pensava. Pazzo e simpatico. Faceva un’esibizione sul marciapiede tra via Rosmini e viale Garibaldi. Lei era appena scesa dal taxi. Tornava da tre settimane di vacanze in India. Il taxi l’aveva fatta scendere proprio lì davanti. Si fermò un attimo a vedere quello spettacolo inaspettato. Il fazzoletto sparì da una mano, riapparve nell’altra, sparì da entrambe. Una colomba uscì dal cilindro, spiccò il volo. Una moneta uscì dall’orecchio di uno spettatore stupefatto. Che scoppiò in una risata. Poi in un applauso, presto generale. Lui si tolse il capello, fece un inchino. Le persone si congratularono, si dileguarono. Lei si fece avanti per lasciargli una monetina. Lui le disse: “bella l’India”. Lei rimase stupita. Rise. Come faceva a saperlo? Come?
– Come fai a saperlo?
– Sono un mago!
Era un mago.
Rimasero un po’ a parlare. E a giocare. Lui la fece impazzire con il gioco delle tre carte. Lei rideva.
– Dove è il trucco?
– Trucco? Nessun trucco! Magia! Sono un magooooo…
Lei rideva. Lui rideva.
Lui le disse: “ti farò innamorare entro stasera!”
Lei rideva: “stasera?”
– Stasera! Farò sparire il mondo per te!
– Farai sparire il mondo?
– Sono un magoooooooo…
– Ah, giusto, dimenticavo! – rideva.
– Facciamo così: tu vai a casa, ti fai una doccia, ti riposi, mangi qualcosina, ti metti un vestito non bianco, mi raccomando: non bianco… e torni qui da me alle 22. Adesso però vai che non è facile far sparire il mondo. Devo mettermi all’opera! Ah… ti piacciono le stelle?
– Le stelle?
– Le stelle! Ti piacciono?
– Direi di sì…
– Ti porterò a vedere le stelle!
– Le stelle? Mi porti fuori città? Ma ce l’hai una macchina?
– Una macchina? Sono un mago… ai maghi non servono le macchine.
– Ricordati: vestito non bianco. Questa sera ti innamorerai di me.
Lei si voltò. Si avviò verso casa. Con i suoi bagagli. A vederla andare via così sembrava che avesse deciso di non tornare.
– Non mi hai detto se verrai…
– Non sei un mago? Dovresti saperlo… – rideva.
Si voltò di nuovo.
– Ah, dimenticavo una cosa, Sofia!
Sofia? Quando gli aveva detto di chiamarsi così? Forse lo aveva fatto sovrappensiero.
– Cosa?
– Questi sono per te!
E dal niente fece sbucare un mazzo di rose rosse.

… continua…

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