Copertina del racconto "Amori ferroviari" di Simone Sacchini

Racconto d’amore: “Amori ferroviari” (puntata 1 di 2)

Copertina del racconto "Amori ferroviari" di Simone SacchiniLui guardava fuori dal finestrino. O forse no. Fuori dal finestrino il mare. Il buio. Il mare. Il buio. Il mare. Era sempre bello vederlo. Il mare. Peccato per tutte quelle gallerie. Gallerie ad ogni piè sospinto. Le luci nella carrozza non funzionavano. Come sempre. Il treno entrava in galleria. Il mondo spariva. Buio. Il treno usciva dalla galleria. Il mondo riappariva. E col mondo riappariva lei. Anche lei guardava fuori dal finestrino. Come tutti. Tranne lui. Che fingeva di guardare fuori. Guardava lei. Riflessa nel finestrino. Era bellissima dietro quegli occhiali da sole. Guardava fuori. Ma non verso il mare. Dall’altra parte. Verso le colline.
Passarono colline. Passarono spiagge. Stazioni. Gallerie. Lui continuava a guardarla. Di nascosto. Buio. Riapparve il vagone. Scomparve una mano. Da sotto gli occhiali. Una mano bianca. Piccolina. Svelta. Cancellava qualcosa. Un tocco veloce. Portava via una lacrima. Piangeva. Nessuno sul vagone se ne era accorto. Tranne lui.

Lei guardava il cellulare. Lo fissava. Digitò a lungo. Sembrava stesse scrivendo cancellando riscrivendo ricancellando. Soprattutto ricancellando. Digitava da un’eternità ormai, ma secondo lui aveva sì e no scritto tre parole. Il naso si arricciò un attimo. Tirò su. Ma con femminilità. Una cosa che riempiva il cuore. Posò il cellulare. Doveva essere riuscita a mandare quel messaggio così difficile. Lo riprese in mano. Lo riposò. Lo riprese in mano. Lo mise nella borsa. Come se non volesse più averci nulla a che fare. Buttò indietro la testa. Lo riprese dalla borsa. Lo posò di nuovo. Lo riprese in mano. Lo avvicinò al viso. Doveva essere arrivata la risposta. La bocca si inarcò. Non doveva essere la risposta che sperava. Doveva essere la risposta che si aspettava. Passarono alcuni attimi. Oppure non passarono. Adesso la si sentiva piangere. Piano piano. Ma non così piano quanto volesse. Non così piano in quella carrozza in cui nessuno parlava, nessuno si muoveva e tutti fissavano in silenzio fuori dal finestrino.

… continua…

2 pensieri su “Racconto d’amore: “Amori ferroviari” (puntata 1 di 2)”

  1. ma è quel tratto che va da livorno a rosignano..??? vorresto veder quello scorcio ma arrivano subuto loro: le gallerie….vorresti mandare un mess..ma nn c’è campo…quale cancelli e scancelli…;)

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