PES 2012

Racconto umoristico: “Ho lo stramaledetto difetto di” (puntata 6 di 8)

PES 2012Mi spiega mentre setta la formazione. Col suo sorrisetto beffardo. Saputello.

4 4 2.

Tutti loro erano stati assunti alla apertura della attività. Tutti insieme.

Fuori Cassano dentro Pato.

Si presentarono al colloquio. Fecero tanti sì con al testa. Il loro futuro capo parlava parlava parlava. Loro fecero tanti sì con la testa. Ma mica lo ascoltavano. Erano nervosi. Pensavano che il giorno dopo avrebbero potuto chiedere ai colleghi. Qualcuno doveva pur aver capito in cosa consisteva quel lavoro …
Nessuno lo aveva capito.
Si erano ritrovati il primo giorno di lavoro a fissarsi nelle palle degli occhi senza sapere quali compiti eseguire. Il capo non passava che un paio di volte al giorno a controllare che sia tutto in ordine. Loro non avevano chiesto. Il capo non aveva chiesto. Loro non avevano fatto. Il capo non aveva controllato. Tutto esattamente come era successo a me.

Centrocampo a rombo. Vertice alto Seedorf.

Erano passati gli anni. Così. Si era creata quella situazione assurda. Un dopolavoro a lavoro. Una festa perpetua.
L’unica occupazione di Andrea era rendere impossibile la vita al supereroe di quartiere.

Ambrosini per Gattuso.

Poi ero stato assunto io. L’equilibrio era stato rotto. Avevano deciso di studiarmi. Di capire se ero uno di loro. Ma videro che sgobbavo. Io lavoravo! Io non ero uno di loro. Io lavoravo! Io sapevo quali erano i compiti da eseguire. Per un periodo avevano cercato di capire quali fossero. Ma avevano rinunciato dopo qualche mese. Non si capiva niente di quello che io facessi tutto il giorno. L’unica cosa che si era capita di me era il mio amore incondizionato per le prostitute di Amsterdam.

Amelia al posto di Abbiati.

Per anni siamo andati avanti così. Io che fingevo di lavorare per non farmi sputtanare da loro. Loro che fingevano di lavorare per non farsi sputtanare da me. Io che fingevo di avere dei clienti per andarmene in piscina. Loro che non aspettavano altro che io andassi in piscina per tornare al ‘dopolavoro’.

È così che Andrea finisce di spiegarmi quella sagra dell’assurdo.

Ora mi guarda col suo sorrisetto beffardo. Saputello.

Ho passato gli ultimi dieci minuti in posa urlo di Munch. A pensare alla paradossalità di questi anni di non lavoro (non riesco a credere che sia potuto succedere una cosa del genere!). A pensare al pastore, il cavolo, la pecora e il lupo (che poi diciamocelo: è un problema così grosso il fatto che quella cazzo di pecora mangi quel cazzo di cavolo??? Quanto potrà mai costare un cazzo di cavolo? Va bene il carovita … ma insomma …). A pensare alle prostitute di Amsterdam (le mie donne … uuuuhhhhh!!!).

Mi scuoto.

– Io prendo l’Inter. Ti faccio cinque pappine e a casa! – dico, spavaldo. Io con la PES me la cavo a dir poco egregiamente. Anni fa ho fatto anche dei tornei. Arrivai terzo ai regionali.
– Dici? – Andrea mi guarda, col suo sorrisetto beffardo. Saputello. Ignaro della batosta che sta per annichilirlo. Quel sorrisetto beffardo, saputello, ha i minuti contati. Tornerà alla sua scrivania con la coda tra le gambe!
Non sai in che guaio ti sei messo caro il mio Andrea!
Dieci minuti dopo.

Finisce la partita.
14 a 0.
14!
Non 5!
14!
… per lui.

Lo stronzetto sa fare dei trick di cui nemmeno sospettavo l’esistenza.
Mi guarda. Col suo sorrisetto beffardo. Saputello.

– Spero che non scopi come giochi alla Play, sennò è dura! – mi dice.

Mi si avvicina.
Indica la strafiga.
Abbassa la voce.
Mi parla nell’orecchio.
– Non te la darà nemmeno nel 2040!

… continua…

6 pensieri su “Racconto umoristico: “Ho lo stramaledetto difetto di” (puntata 6 di 8)”

  1. e tutto ciò è tremendamente triste… appurare il fatto che al giorno d’oggi una laurea ti serve solo a risolvere indovinelli…

    1. … serve anche a farsi dare del “Dottor” o della “Dottoressa” … che fa tremendamente persona importante! 🙂
      … e, volendola appendere alla parete, a coprire le macchi di umido!

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