immagine di un bus ad una fermata in un paesaggio ghiacciato

Racconto umoristico: “Decisamente disoccupato” (puntata 8 di 16)

immagine di un bus ad una fermata in un paesaggio ghiacciatoLe sette del mattino.
Ancora una volta.
Accantono l’ipotesi motorino, già prima di prenderla in considerazione. Piuttosto che sfiorare quell’essere infernale, mi do al podismo. Mi dirigo verso la fermata del pullman, questa volta munito di biglietto.

Arrivo al centro per l’impiego. Entro. Marco. Alessio. Pietro. Sorella di Pietro (in visita al fratello; ormai conosco la famiglia di Pietro fino ai cugini di secondo grado compresi). Clara.

Ore 9 e 00. Pubblico delle grandi occasioni: dodici presenti. Meno due al raggiungimento del quorum.

Seminario sul mercato del lavoro.
Parole schiette. Le possibilità sono poche, a meno che non cerchiate lavori stagionali: cameriere, aiuto-cameriere (continuo a chiedermi cosa sia questo famigerato aiuto-cameriere, robe che al giovane Holden passerebbe in secondo piano il problema delle anitre), receptionist, cuoco, aiuto-cuoco (mi chiedo per quale cazzo di motivo razzista tutti hanno diritto ad un aiuto tranne il povero receptionist). Non c’è che dire: le prospettive sono rosee. Tutti impieghi gratificanti e ben retribuiti.

Parole schiette: scordatevi contratti a tempo indeterminato. Che sia mai! Vade retro, Satana! E poi scordatevi ferie e diritti vari del lavoratore.

C’è molto da scordare.

Contratti che, se uno ci pensasse, si iscriverebbe al Partito Comunista. (Non c’è più? Contratti che, se uno ci pensasse, ricostituirebbe il Partito Comunista.)
Contratti che, se uno ci pensasse bene, si iscriverebbe al Partito Comunista Combattente.

Lavoro al nero. Stage. Apprendistato. Contratti di collaborazione. Assicurazione per quattro ore, quando ne lavorerete otto.
Ore 9 e 30. Raggiungimento del quorum. Entrano i due ritardatari della volta precedente.

Trepido in attesa di qualche uscita fuori luogo che ravvivi un po’ la situazione.

Clara riprende sostenendo che solo il 10% degli assunti trova posto grazie agli annunci.

L’uscita non si fa attendere. Già l’Oracolo parla. Mi volto per capire se si è già seduto o se è riuscito ad interrompere Clara già prima di sedersi.

È con il culo a mezz’aria.

Notevole.

– Scusi, ma allora cosa ci veniamo a fare al centro per l’impiego?

Doppio sbalordimento.
Primo sbalordimento: il termine “scusi”, che denota un vago accenno di civiltà.
Secondo sbalordimento: l’Oracolo non l’ha buttata di fuori (anche se io ho la mia risposta alla domanda oracolare: una volta che hai fatto amicizia, al centro per l’impiego ti diverti di più che al bar e la moglie di Pietro porta sempre dei pasticcini che sono la fine del mondo).

… continua…

7 pensieri su “Racconto umoristico: “Decisamente disoccupato” (puntata 8 di 16)”

    1. Io non l’ho mai sentito l’aiuto-cameriere, ma sicuramente in Italia esiste anche questo!Siamo il paese dei balocchi.

      Per caso il mio è il commento n°100 del blog?!?

      1. @ mariangela –> l’aiuto-cameriere esite!!! giuro!!!

        se prendi un giornale con gli annunci, lo trovi veramente!

        sei interessata al posto?

        @ daniele –> ebbene sì… il tuo è stato il centesimo commento… sono commosso! grazie a tutti… e in primis al mio commentatore più assiduo 🙂

        1. Sono onorato!
          La mattina appena mi sveglio la routine è biscotti,succo di frutta e raccontiapuntate.it.
          Il miglior modo per iniziare una pesantissima giornata di studio 🙂

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