laurea

Racconto umoristico: “Da lode” (puntata 5 di 6)

laureaScoppiano complimenti ed esplodono congratulazioni da ogni fronte.
Mi bombardano di pacche sulle spalle.
Mi assaltano di baci e abbracci.
Mi mitragliano di flash come cecchini.
Dai punti più nascosti. Dai punto più arroccati. Dai punti più impensabili. Cecchini.

Me la batto in ritirata. Provo a battermela in ritirata. Fuggo dall’aula.
Foto segnaletiche.
Non ho scampo.
Hanno anche tappezzato le pareti con le mie foto.
Foto segnaletiche.
Sulle foto una scritta. Non “Wanted. Dead or alive”.
Sulle foto una scritta. “Congratulazioni!”.

Spuntano i miei genitori. Dalla seconda linea.
Non posso crederci.
Anche loro si sono prestati alla pantomima.
Hanno assoldato anche loro!
Mercenari!

Mia mamma è talmente entrata nel personaggio che piange.
Neanche mi fossi laureato sul serio.
Neanche fossi tornato dal fronte.
– Congratulazioni, figliolo! Siamo fieri di te!
Si sono prestati alla pantomina. E si son fatti fior fior di chilometri per farlo.
Si fermano i passanti, i civili, chiedendo: “si è laureato?”
– No, ha preso 18. A Filosofia Contemporanea.
Claudio arma i presenti di calici. Li riempie. Li carica. Versando a terra almeno metà della bottiglia. Sporcando la giacca nuova di Fausto. Caduta vittima del fuoco amico.
Claudio.
È già tanto se sta in piedi.
Figurarsi centrare calici.

Quando i calici sono pieni e il pavimento fa molto effetto Venezia, è il momento del discorso.
Pasquale prende la parola facendo tintinnare una chiave contro il vetro del bicchiere. L’aria marziale.
Francesca dice: “silenzio, Pasquale ha preparato un discorso!”
Ottiene l’attenzione di tutti.
L’aria è carica di solennità.
Mi meraviglio che non parta l’inno.
Mi meraviglio che non parta l’inno e non passino le frecce tricolore.
Tira fuori un papiro.
– Ha fatto nottata a prepararlo – dice Francesca, vera mente di tutta la vicenda. È diventata la capobanda.
Francesca.

Pasquale imposta la voce.
Prende fiato.
Solenne.
– *** ***** ! – sacramenta.
Pasquale.
Scoppiano tutti a ridere.
Francesca. Ormai non mi chiede più “ma che amici hai?”.
Scoppiano tutti a ridere.
Francesca. Ormai non mi chiede più “ma che amici hai?”. Quelli ormai sono suoi amici. Sono nostri amici.
Scoppiano tutti a ridere.

… continua…

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