acquazzone

Racconto umoristico: “Da (a)mare” (puntata 8 di 10)

acquazzoneInizia a piovere. Così. Dal niente.
Fuggi fuggi generale.
Chi se ne va, il giornale in testa.
Chi se ne va, sotto l’ombrellone.
Io mi ritrovo, in direzione della macchina, sotto l’asciugamano. Ombrello improvvisato. Sotto l’asciugamano, con me, Francesca.

Francesca.

Mi bacia. Così. Dal niente.
Fuggi fuggi generale.
Chi se ne va, il giornale in testa.
Chi se ne va, sotto l’ombrellone.
Io mi ritrovo a terra. Svenuto. Sotto la pioggia.
Lei mi bacia. Io, da vero uomo, svengo.

Mi svegliano delle sode manate nel viso. Toste. Francesca.
Tutti intorno gli altri. Anche un inspiegabilmente lucido Claudio.
Vedo la terrificante mutanda di Fausto,
Svengo di nuovo.

Mi risveglio sdraiato. Nel carro funebre. Nel mezzo del piazzale del cimitero. Le mani raccolte. Composte. Sulla pancia. Mi manca solo una corona di fiori, un vestito elegante e un seguito piangente.
Appena il tempo di capire dove sono e come mi hanno messo, gli stronzi, e le mani fanno molto presto, molto presto, a passare dalla pancia a qualcosa più a sud nella geografia anatomica.
– Mi fate venire un colpo, idioti.
– Quello ti è già venuto – dice Francesca. Con un tono strano. Sarcastico. Non so se sarcastico-divertito o sarcastico-sferzante.
– Vuoi che ti portiamo al pronto soccorso? – mi chiede un preoccupato, ma finalmente vestito Fausto.
– No, no, è che ho mangiato poco.
– Che uomo! – ancora Francesca. Ancora quel tono. Strano. Non capisco nulla. Rimango rincoglionito da quel bacio, da quello svenimento, da quel risveglio funebre, da quel tono indecifrabile di Francesca.

E ora che cosa accadrà?
Rimugino. Rimugino. Rimugino.
Finisce che mi ritrovo quasi senza accorgermene in camera mia. Sul letto. Sdraiato. Guardando il soffitto. Fissando il soffitto. Rimuginando.

Mi faccio forza.
Esco dall’appartamento. Attraverso il corridoio. Suono.
Dubbio cartesiano. Mi guardo le mani. Stavolta niente carta igienica. Stavolta non apre. Non apre Francesca. Apre Carolina: “è tornata a casa … non mi ha detto niente”.

… continua…

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