vegetariano

Racconto umoristico: “2040” (puntata 4 di 6)

vegetarianoBeh, sì, siamo al ristorante vegetariano.
Molti sono stati tratti qua con l’inganno.
Ad esempio il ragazzo di Alessandra, bistecche anche a colazione, a cui erano state promesse trippe, polpette, affettati, scaloppine, salvo non specificare che sarebbero state di seitan.

O Stefania, a cui era stato specificato che sarebbero state di seitan, ma le era stato anche subdolamente specificato che il seitan fosse una zona dell’Argentina famosa per le sue carni pregiate. Ebbene, il seitan non è una zona dell’Argentina. Tantomeno una zona dell’Argentina famosa per le sue carni pregiate. Il seitan è glutine di frumento.

Quando Stefania ha realizzato a pieno le sue carenze geografiche, era già troppo tardi: era seduta al ristorante vegetariano. Con in mano un menù. Ritoccato dalla penna del supereroe di quartiere.
Quando Stefania ha realizzato a pieno le sue carenze geografiche, ha reagito nello stesso identico modo in cui una persona normale reagirebbe ad un improvviso lutto in famiglia. Le mani nei capelli. Le lacrime agli occhi. L’espressione sgomenta di chi è sopraffatto dall’ineluttabile. La stessa di Alessandra quando Berlusconi vinse le elezioni. La stessa di Michele quando Conte lascia Del Piero in panchina.

Stefania ha provato ad appigliarsi con le unghie e coi denti alla speranza.
Gliene va reso atto. Le ha provate tutte. Ha lottato.
– Ma la bistecca di maiale non è vegetariana?
– No, è di maiale.
– E l’hamburger?
– No.
– La braciola?
– Nemmeno.
– Nemmeno se la accompagno con l’insalata?
– Nemmeno. L’insalata è vegetariana. La braciola no. Puoi mangiare l’insalata.
Silenzio. Rotto soltanto da uno strofinio. Del supereroe che sta lucidando i pavimenti.
– Ma a me l’insalata nemmeno piace. E il coniglio?
– No. E poi … tu vai al ristorante a mangiare … i l c o n i g l i o ?
Silenzio. Rotto soltanto da uno spruzzare. Del supereroe che sta pulendo i vetri.
– Almeno un gatto, come al cinese, lo cucineranno!?!
– Ma è una leggenda metropolitana quella! Non cucinano gatti al cinese …
Qui lo sguardo di Stefania cambia. Diventa sognante. L’acquolina in bocca. Passa la lingua sulle labbra. Quasi ad assaporare. Con la mano si accarezza la pancia. La definizione visiva del peccato di gola.
– Lo dici te …
L’aria sognante.
L’acquolina in bocca.
Silenzio. Rotto soltanto da delle martellate. Del supereroe che sta aggiustando lo scaffale dei vini.

Fatto sta che siamo al ristorante vegetariano, anche se mi sembra che, oltre a Stefania, anche i proprietari abbiano poco chiara la definizione di ‘vegetariano’: metà del menù è a base di tonno. Ora … non che io sia Piero Angela … ma insomma … un vegetariano che mangia il pesce non è un vegetariano.
A scacciare ogni dubbio ci pensa comunque l’epica penna del supereroe: “NON VEGETARIANO! NON MANGIATELO! IL DEMONIO!”
A caratteri cubitali.
IL DEMONIO!

Sì, il supereroe è vegetariano.
Anche se si diletta a sterminare piccioni, gli fa presente il sempre attento Andrea.
“Ma mica li mangio”, si difende lui. Indignato. Lui non li mangerebbe mai. Indignato.
Lui è vegetariano.
E Erica non fa che chiedergli se vuole un pezzettino di tonno.
Il supereroe azzarda un pippone supereroico sulla sofferenza del povero tonno catturato da bastarde navi peschereccio giapponesi senza pietà. Sofferenza che Erica digerisce bene, mandandola giù in un sol boccone ed annichilendo il pippone supereroico con una raffinata, quanto ponderata e profonda argomentazione: “ma a me mi piace”.
Così.
“Ma a me mi piace”.
Senza riguardi per la grammatica. A me mi.
Così.
A lei le piace.
Punto.
Concetto chiarito, se ce ne fosse bisogno, dalla seguente espressione: “fotte un cazzo a me del tonno!”
E dall’iterata offerta: “dai, mangiane un pochetto anche tu!”

Non è proprio la serata del supereroe.
Anche perché non deve guardarsi solamente da Erica.
Deve guardarsi anche e soprattutto da Andrea che, oltre ad attaccare la sua, a suo modo di vedere più che legittima, antipiccionità, ha già contestato che il tavolo traballa ancora, che la parete sarebbe stato meglio dipingerla di giallo e ha già riordinato i quadri in ordine alfabetico.
– La “K” va prima della “T”! – rimprovera Andrea al supereroe.
– Questo lo dici te! – replica secco il supereroe. Che evidentemente pensa ‘la matematica non è un’opinione, l’alfabeto sì’.

… continua…

2 pensieri su “Racconto umoristico: “2040” (puntata 4 di 6)”

    1. … l’immagine è abbastanza favolosa, direi!
      … e … che tu fossi la Stefania di turno … non ne avrei mai dubitato 🙂

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