teorema del parcheggio: parcheggio = 7 camicie

Racconto tragicomico: “Tra lacrime e sorrisi” (puntata 3 di 8)

teorema del parcheggio: parcheggio = 7 camicieDieci minuti dopo siamo tutti e quattro in macchina sotto casa di Gianni.
In centro.
Non un posto a pagarlo oro.
Iniziamo a girare in tondo per tutto il quartiere.
Niente.
Venti minuti dopo siamo ancora in macchina alla ricerca di parcheggio.
All’orizzonte si vede una macchina entrare in strada e lasciare libero un parcheggio.

Ovviamente era una Smart.

Ovviamente ho una station wagon.

Ovviamente io e il parcheggiare abbiamo un rapporto ostico. Sono il re delle lische di pesce. Sono di quelli che parcheggia “di muso”, non di retromarcia. Sono di quelli che, più che “parcheggiare”,“accosta”. Sono di quelli che, pur di non fare manovre, parcheggiano a ottocento metri dal punto di ritrovo.

Accosto. Prendo le misure.

– Dai, che ci entri! – mi incoraggia Fulvio.
– Ti guidiamo noi – incalza Valerio.

Sudo. È matematico: quando devo parcheggiare, sudo.
Come da copione, alle mie spalle si è già formata la fila in attesa che io liberi la carreggiata.
Sudo. Sudo copiosamente. E gli altri se la ridono.

– Sterza ora STerza ancoooora vieni vieeeeni no no no riescieriparti!

Entro e riesco dal parcheggio per 3 volte, senza mai riuscire a farmi abbastanza da parte da concedere il passo alle auto in fila. Odio le strade cittadine. Odio i sensi unici. Odio le strade cittadine a senso unico. Mi vedo già su You Tube. Vuoi che non ci sia qualche ragazzino bastardo affacciato al balcone con il telefonino che mi riprende sghignazzando?! Tempo due giorni e mi ritrovo il video a Studio Aperto.

I miei amici intanto se la ridono alla grande.
Partono i clacson.
Ci mancavano solo i clacson!
Si abbassa il finestrino di una delle auto in fila e si affaccia la testa di un signore distinto che distintamente sbercia: “MUOVITI, HANDICAPPATO!”
I miei amici se la ridono ancora di più.

– Vieni, vieni, vieni, vieni…

Sono entrato. Il traffico riprende a scorrere.
Accostando, il signore distinto mi saluta distintamente alzando un distinto dito medio.

– Vieni, vieni, ci son sempre almeno trenta centimentri…
Rumore di vetri rotti.
Erano evidentemente meno di trenta centrimetri…
– Scusa. Ho visto male – si giustifica il buon Valerio.

E giù a ridere, gli stronzi!

… continua…

12 pensieri su “Racconto tragicomico: “Tra lacrime e sorrisi” (puntata 3 di 8)”

  1. Ricordo un parcheggio…o meglio…un accostamento a più di 40cm dal marciapiede in zona Oasi la scorsa estate strepitoso.

          1. di quali prove parli Dani???!!!=D
            diciamo che sto migliorando……..ma rimango sempre la regina delle lische di pesce 😉

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