Foto di Michele Turini - Bagno

“Un giorno di ordinaria malinconia” (puntata 3 di 14)

Foto di Michele Turini - BagnoSdraiato sul letto, ascolta la pioggia che continua a cadere contro la persiana.
Si fa largo, sgomitando, nel senso di vuoto che lo attanaglia.
Riesce ad alzarsi.
Senza aprire la persiana, si dirige verso la cucina nella fioca luce che filtra da fuori.
Apre il frigo.
Formaggi. Simmenthal. Yogurt. Merendine. Cartone del latte. Verdure di ogni tipo. Tutto fresco. Appena comprato. Ben catalogato. In ordine di scadenza.
Non è il frigo semivuoto dello scapolo solo e disperato dei film: tristemente vuoto, le poche pietanze presenti scadute.
No. È il frigo di chi va al supermercato tutti i giorni per non stare in casa. Per stare, se non con, almeno in mezzo alla gente. Il frigo di chi al supermercato ha passato i momenti migliori degli ultimi mesi. L’incontro con il vecchio compagno di classe. Di squadra. A rivangare i ricordi di tempi non eccezionali, ma quantomeno passabili. A ridere dei vecchi episodi. Sempre gli stessi. A rifare la conta dei vecchi compagni. Non lo rivedo da. È una vita che. Si è sposato con. È diventato un. È malato di. Poveretto. Si è trasferito in. Ora devo andare. Ciao. Ciaociao.
Prende il cartone del latte e mette a scaldare il pentolino sul fornello. Intanto accende la tv. Pubblicità. Cambia canale. Pubblicità. Cambia canale. Pubblicità. Cambia canale. Televendita. Sospira. Lascia sulla televendita. Chiedendosi perché, da un po’ di tempo a questa parte, per fare televendite, presentare una rubrica o fare il giudice in tv si debba parlare in italiano americanizzato e per di più con un tono di voce fastidioso.
Versa il latte nella tazza sul tavolo. Per la precisione, in parte nella tazza sul tavolo ed in parte sul tavolo. Quaranta anni e non essere ancora in grado di versarsi il latte.
Robe da assistenza sociale … a me non serve una donna, a me serve una badante.
Rialza lo sguardo verso la tv. Stanno vendendo un macchinario che tinge l’erba di verde.

c h e
t i n g e
l’ e r b a
d i
v e r d e

Che mondo!
Io non posso vivere in un mondo in cui c’è gente che compra macchinari per tingere l’erba di verde …

Finisce la colazione e va a lavarsi i denti. Perché è uno di quelli che si lava i denti dopo ogni pasto. Mai una carie in vita sua.
Lo spazzolino.
Il dentifricio.
Il bicchiere d’acqua.
Il filo interdentale.
Il colluttorio.

Guarda quella confezione di pillole che si è procurato di recente.
Si guarda allo specchio.
La sua faccia.
Oggi ha quaranta anni.
Ha quaranta anni e pensa ai suoi mai.
Ha quaranta anni e pensa ai suoi sempre.

MAI
SEMPRE

mai una sigaretta
mai dell’alcool
mai una rissa
mai un pugno
mai una parola fuori posto
mai una volgarità
mai una risposta a tono
mai un eccesso
mai una pazzia
mai una pazzia per amore
mai un amore
non quello vero almeno

sempre ponderato
sempre razionale
sempre ragionevole
sempre educato
sempre gentile
sempre nei toni
sempre coerente
sempre puntuale
sempre preciso
sempre

Si è sempre pensato un uomo normale. Troppo normale. Così normale da non essere normale.

Tentativo numero 1

19 dicembre

– Pronto?
– Pronto? Fulvio?
– Sì … chi è?
Si parte bene. Non mi riconosce nemmeno.
– Ciao, sono Claudio …
– Ciao Claudio!
Alla buonora!
– Senti … mi chiedevo … dato che è venerdì … se non hai di meglio da fare … ti andrebbe di venire a fare un giro?
– Ehm, senti … mi dispiace! [ecco che arriva la scusa!] … è che devo finire di preparare una cornice … è che lo sai … siamo sotto Natale … e ho un sacco di ordinazioni …
Ammazzati!
– Sì, sì, figurati! Non è mica un problema!
– Ci sentiamo per un’altra volta. Ci conto, èh!
– Ok, ciao Fulvio!
Vai in culo, vai!
– Ciao Clà!

… continua…

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